Gattafura alla genovese
Dall’ Opera di Bartolomeo Scappi, nato nei primi decenni del XVI secolo e cuoco segreto di Pio V.
Preparare un pasta con farina, acqua, olio extravergine di oliva e sale quanto basta ( pasta matta).
Lavorare tutto per circa 10 minuti e comunque sino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido.
Fatela riposare almeno 30 minuti coperta con un canovaccio appena inumidito.
Se senza dosi non riuscite ecco una dose-tipo:
250 g farina 0
3 cucchiai d’olio extravergine di oliva
acqua tiepida quanto basta
sale quanto basta ( 1 pizzico)
Ingredienti
300 g. di bietole già pulite
150 g. di formaggio crema di latte (formaggio fresco di pecora spalmabile laziale)
100 gr cacio stagionato grattugiato
Olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.,
Lessare per qualche minuto le bietole in acqua bollente e leggermente salata.
Scolarle e una volta raffreddate strizzarle per bene.
Tritarle finemente con una decina di foglie di menta.
Mettere in una ciotola le erbe trite, con il formaggio fresco.
Ungere una teglia e stendere un primo foglio di pasta sottile.
Stendere il composto uniformemente, spolverare di cacio stagionato grattugiato, pepe nero e spargere un
poco di olio di oliva.
Ricoprire con altro strato sottile di pasta chiudere i bordi spennellare di olio di oliva e cuocere in forno già
caldo ( 180°) fino a doratura della superficie.
Servire calda.
Ed eccovi il testo originale per chi vuole divertirsi davvero
“Piglinsi struccoli overo agretti, i quali sono casci freschi fatti di un giorno senza sale, e quando hanno alquanto del forte sono assai meglio, pestisino nel mortaro tanto che venghino come butiro e si mescolino con biete trite, un poco di menta battura, e pepe pisto, poi habbisi uno sfoglio di pasta, e stendasi sopra il suolo di rame onto di butiro, e pongasi sopra esso sfoglio la compositione che non sia alta più di mezzo dito, e sopra la compositione spargasi olio dolce, e cuprasi con un altro sfoglio sottilissimo, e facciasi cuocere nel modo sopra detto, e servasi calda perché fredda non vale niente; è ben vero che molte volte si riscaldano sopra la graticola, e in questo modo si possono fare anchora nelle tortiere.
